Tradizioni: 19 marzo, San Giuseppe

San Giuseppe è sempre stato uno dei santi più venerati delle vallated del Tirolo. Al fianco di San Giorgio, Maria Teresa d’Austria, Contessa del Tirolo, volle Giuseppe, nome portato anche dal figlio, allora imperatore, come patrono della “Terra fra i monti”(“Sanctus Josephus Tirolensis Patronus” 1772).
San Giuseppe segna senza dubbio l’avvìo della primavera, anche in riferimento ad un episodio che nella tradizione viene legato alla vita del falegname di Nazaret: si dice che all’età di circa trenta anni Giuseppe fosse stato convocato dai sacerdoti al tempio di Gerusalemme, con altri scapoli della tribù di Davide, per prendere moglie. Giunti al tempio, i sacerdoti porsero a ciascuno dei pretendenti un ramo e comunicarono che la giovane Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avrebbe sviluppato un germoglio, secondo ciò che diceva la scrittura . „Un germoglio uscirà dal tronco di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice“ (Isaia). Solamente il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore a Maria.
Ecco perché tante volte le statue di San Giuseppe presenti nelle nostre chiese lo raffigurano con un bastone in mano che presenta un fiore sulla cima.
Da questa sera in casa si mettono via gli scaldini per il letto o le “bùl”, infatti l’antico adagio locale dice “Da San Giusèp no se scalda pù ‘l let” che trova eco nel medesimo proverbio in lingua tedesca “Wenn einmal Josephi ist, endet der Winter ganz gewiss” (Quando arriva Giuseppe l’inverno finirà sicuramente”.
Ci sono tre tipi di scaldaletto: il primo è il “scaldalèt” vero e proprio, costituito da un grosso recipiente col coperchio bucherellato e con un manico di ferro. Dentro vi si mettono le braci ardenti e, o si passa lo “scaldalèt” in mezzo alle lenzuola, o lo si mette in un “archèr” di legno per lasciar uscire il caldo e tener sollevate le lenzuola; il secondo tipo è la “scaldina”, un recipiente di rame, oggi anche di plastica, in cui si versa acqua calda e poi si mette tra le lenzuola; il terzo tipo è il “sasso nero”, una pietra lustra e nera che viene messa nel forno per un po’ e poi posta tra le lenzuola.
San Giuseppe è anche il giorno nel quale in famiglia si inizia a rinnovare il guardaroba, iniziando a metter via vestiti pesanti per utilizzare abiti più leggeri.
