von mas 04.03.2024 19:37 Uhr

I resti di Cima Cady saranno tumulati a Castel Dante

Si era parlato di una sepoltura presso il Cimitero Militare di Pejo a settembre: oggi ci è pervenuta la notizia che saranno tumulati giovedi 7 marzo a Castel Dante

I resti dei 12 soldati austriaci ritrovati al Tonale (Foto PAT)

I soldati di Cima Cady

I lettori sicuramente ricorderanno questo pezzetto della  nostra storia.  Si tratta dei corpi di dodici soldati  del nostro  esercito – quello imperiale –  caduti sul fronte tirolese durante la durissima offensiva detta  Unternehmen Lawine / Operazione Valanga del 12-13 giugno 1918,  sepolti in una fossa comune al Passo del Tonale, e riscoperti nell’estate di due anni fa.  Riscoperti anche grazie alla testardaggine di Sergio Boem che nel diario del nonno, ufficiale dell’esercito italiano, aveva trovato il racconto della sepoltura di novantaquattro soldati “nemici” rimasti sul campo di battaglia dopo la ritirata delle nostre truppe.

Per chi avesse dimenticato i dettagli, ecco qui i link ad una serie di articoli di UT24 sulla vicenda:

UN NOME PER I SOLDATI DEL TONALE

BRICIOLE DI MEMORIA. I DIMENTICATI DI CIMA CADY

I SOLDATI DI CIMA CADY

La prima tumulazione a Castel Dante

Da quanto avevamo appreso da fonti della Österreichisches Schwarzes Kreuz, la Croce Nera Austriaca, in particolare dalla sede operativa del Vorarlberg (quella solitamente “competente” per la parte occidentale della provincia di Trento, dal Tonale fino alle Giudicarie), la tumulazione dei resti – per i quali era stata accertata l’appartenenza all’esercito austriaco – avrebbe dovuto avvenire nel Soldatenfriedhof di San Rocco a Pejo a settembre, in occasione della tradizionale cerimonia di commemorazione annuale.

Invece (per vie traverse) oggi ci è pervenuta una copia dell’invito emanato dal Comandante del 2° Reggimento Genio Guastatori “Alpini”, dove si annuncia che la cerimonia di prima tumulazione (NdR nel senso che è provvisoria e che poi ce ne sarà una seconda?) si terrà giovedì 7 marzo alle ore 10.00 presso il Sacrario Militare di Castel Dante.  Oltre ai resti dei 12 militari austriaci del Tonale, ci risulta che verrà tumulata anche la salma di un soldato italiano rinvenuta in Valsugana.

Le nostre prime perplessità nascono nel leggere e osservare l’invito, con quel  fregio tricolore sotto al testo: ma le salme che verranno tumulate non facevano tutte parte del regio esercito italiano. Quindi, perchè  questi colori? Perchè sempre ed ancora questa retorica, invece di cercare di uscirne fuori, utilizzando – potrebbe essere un’idea,  era stata lanciata ancora ai tempi di quel Centenario in parte veramente mal riuscito i colori dell’Europa non in quanto simbolo di un’unione di banche ma di una pacifica comunità di Popoli e Regioni?

 

 

    Non sappiamo poi chi sia stato ufficialmente invitato alla cerimonia e chi vi parteciperà, ma sappiamo di certo chi non è stato invitato, chi non ne sapeva nulla fino a stamattina, chi non sarà presente.  E qui nascono le nostre seconde perplessità.

    Non ci sarà il colonello Erwin Fitz, dirigente della sede operativa della Schwarzes Kreuz del Vorarlberg che per le salme ritrovate al Tonale aveva auspicato – come da prassi ormai consueta –  una sepoltura al cimitero di  Pejo,  e che aveva già iniziato a prendere i primi necessari contatti sul territorio per una cerimonia a settembre

    L’invito alla tumulazione di Castel Dante non è pervenuto al Welschtiroler Schützenbund, solitamente sempre coinvolto e presente in queste occasioni, come confermato dal Landeskommandant Enzo Cestari.

    Anche Sergio Boem, lo “scopritore” dei soldati austriaci sepolti dall’esercito italiano al Tonale, autore del libro “94 stelle alpine – 1918, i dimenticati di Cima Cady” ha scoperto casualmente stamattina che la cerimonia di sepoltura sarà fra tre giorni, ed ha espresso il suo … diciamo sconcerto in un post social: “Apprendo ora e solo per vie traverse, che i caduti individuati e segnalati caparbiamente a Cima Cady, verranno tumulati a Castel Dante giovedì alle 10. Non commento oltre per amor di Patria.”

    Tanta ... "perplessità" ...

    Tutto questo ci lascia alquanto perplessi, per non dire altro.  Facciamo nostre le considerazioni che  Franz Brunner Pozzi  –  anche lui come Boem – ha affidato ai social.

    “Penso, in tanti anni maturati nel percorso della ricerca storica sulle vicende della guerra di montagna (e non solo) che questa episodio dei resti dei Caduti di Cima Cady sia significativa dei Tempi che stiamo vivendo.
    Negli anni fra le due guerre mondiali era prassi comune la tumulazione ‘frettolosa’ dei resti di Caduti negli Ossari voluti e creati dal nazionalismo di Regime allora imperante. Questo avvenne – con maggiore partecipazione emotiva – anche nel secondo dopoguerra.
    A distanza di 100 e più anni dalla fine della guerra,  con un interesse maggiore (meno politico e istituzionale) da parte di molti storici, semplici cittadini e studiosi dell’ argomento,  si auspicava una sensibilità maggiore acquisita col passare del tempo. Perche’ di sensibilità si tratta, di mancanza di un sentimento di riconoscenza,  rispetto e dolore per quelle ossa e quei resti che furono Uomini e Soldati.
    Quindi a mio avviso, un’ occasione perduta per dimostrare che, storicamente e umanamente, si poteva fare meglio e di più.”

    Un'ultima considerazione

    A proposito del Sacrario di Castel Dante quale luogo deputato al memoriale dei nostri caduti, quelli tirolesi di lingua italiana che indossavano la montura della patria austriaca, la “montura giusta”, che qui sono tumulati come “redenti” (ma da chi e da cosa?): siamo davvero sicuri che questo davvero il luogo più indicato?  Noi non abbiamo dubbi in proposito: no, non lo è assolutamente.

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