Tradizioni: La Bona Man

Per gentile concessione @Ronco - Cainari
La Bona Man, un’antica tradizione che fa del capodanno un giorno magico – racconta Mario Demarchi. Lui è uno dei cantori della storia e delle tradizioni di Ronco; grazie al web, con le sue parole ma soprattutto con le sue immagini, tiene viva la memoria, rinfresca il colore dei ricordi, spazza via la polvere e le ragnatele che gli anni provano ad accumulare sulle fotografie dei nonni e sui loro racconti
Il primo giorno dell’anno è tradizione a Ronco che i bambini passino per tutte le case ad augurare un buon anno, recitando una filastrocca che fa cosi:
“Bon di bon anno felice capodannoTanti auguri a ti e la bona man a mi”.
A questo punto sanno già che riceveranno un piccolo dono. Il tradizionale „brazedel“ (NdR: ce ne ha parlato anche Roberto Bazzanella qualche giorno fa: TRADIZIONI: CAPODANNO) era usanza anche in Primiero . Invece qui nel Vanoi, quando io ero bambino, si ricevevano delle mele (sapi) e delle noci, e in pochissime case ti davano una monetina da 20 lire.
Al giorno d’oggi i bambini che passano per le case ricevono dolcetti, caramelle, biscotti , succhi di frutta, patatine, eccetera ed è bello che la tradizione rimanga viva. Le persone più organizzate preparano già i sacchettini con dentro la bona man, più o meno sanno quanti bambini possono passare, e se non passano fanno recapitare i sacchettini a casa.
Ed allora noi grandi, ci auguriamo veramente “bon di, bon an”, senza aspettare “la bona man”, essa magari verrà da sola.
E a noi non resta che associarci all’augurio di Mario Demarchi e dei bambini di Ronco, nella certezza che questa tradizione resterà viva ancora per molti e molti anni.
Perchè „tradizione è conservare il fuoco“, quello che dà calore e che illumina la via…
